LETTERATURA CALABRESE

breve antologia dei miei scrittori preferiti

PREMESSA

Questo spazio del sito web non è l'Antologia della letteratura calabrese, non ambisce certo a raccontare la letteratura calabrese né sotto l’aspetto storico, tanto meno sotto quello critico. Altri lo hanno fatto e in maniera ineccepibile (e mi vengono subito in mente Antonio Piromalli e Pasquino Crupi). E' la MIA antologia e vuole aprire una sia pure limitata escursione nel mondo della letteratura, del giornalismo e dell’arte più in generale, palmese prima e calabrese poi, a mio modo di vedere. Molta parte dell’antologia segnala quegli autori che, a mio modesto (e dunque limitato vedere) hanno “fatto” la letteratura e calabrese. Pure non mancherò di segnalarvi giovani autori poco o per niente conosciuti, poco o per niente presenti nelle riviste specializzate dell’arte e della letteratura calabrese, nelle antologie o nelle cinquine dei premi letterari. A proposito di questi ultimi, saranno graditissime vostre segnalazioni, fermo restando il diritto insindacabile di scelta da parte mia. Ogni segnalazione dovrà essere corredata da una scheda conoscitiva e da più lavori proposti.

Trattasi dunque di piccole perle della nostra letteratura, ognuna intitolata all'autore del quale inserirò un breve bios e proporrò uno o più scritti. Ciascuna scheda è aperta ai vostri contributi, che aggiungano criticamente riflessioni e collegamenti con il nostro mondo letterario.



1 - LEONIDA REPACI


Molti di voi avranno già esclamato: "ci avrei scommesso!". Voglio dire che era prevedibilissimo che la prima scheda l'avrei dedicata a Leonida Repaci. Tutto il sito web è pieno di riferimenti, documenti e fatti legati al grande scrittore palmese.

A lui ho sempre riconosciuto un posto di assoluto rilievo nella scala dei valori tra gli artisti calabresi. Non nella narrativa, né nella poesia, né tra i personaggi culturali del secolo scorso, né tra i giornalisti, o i critici d'arte: in tutti questi campi egli ha primeggiato. Poi come fondatore del Premio Viareggio ha attraversato il novecento artistico-letterario dominandolo, diventando figura centrale per tutti gli scrittori, per gli editori, per i pittori e i galleristi italiani e non solo.

Ha scritto che gli ha nociuto la politica praticata generosamente, il Premio Viareggio, l'essere "masculo", ovvero piacere alle donne,ma lui stesso capiva che in primis lo ha danneggiato il carattere "rupe" contrario al compromesso, all'adulazione, al mettersi nella scia dei potenti per fare strada.

Ho avuto l'onore di fare un tratto di strada con lui, godendo del rpivilegio della sua amicizia e di quella di Albertina e vi posso testimoniare quanto tutto ciò sia vero.


* Repaci, una vita spericolata che porto' al Premio Viareggio - di Gaetano Afeltra


* Leonida Repaci - Questi nazisti prigionieri sono ancora delle terribili macchine di morte - racconto scritto il 10 gennaio 1944 e pubblicato il 23 aprile 1961 sul n.8 di Patria Indipendente



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2 - EMILIO ARGIROFFI

Ho conosciuto Emilio Argiroffi nel 1992 in occasione del Premio Letterario "Serto Gioja" organizzato dall'Associazione Gioia Nostra del compianto Carmelo Barbaro. La giuria, composta anche da Pasquino Crupi e Santino Salerno, assegnò il primo premio a lui per la sezione "Fiabe" a me per la "Narrativa". Ci rivedemmo anni dopo, lui sindaco di Taurianova, io in qualità di sindacalista per una contrattazione in quel Comune. Ricordo una persona dolcissima e arcigna al tempo stesso, ma sempre ricca di sincero entusiasmo per qualunque attività lo impegnasse.


* EMILIO ARGIROFFI indimenticato poeta e affabulatore - scheda

*  LE SORGENTI DEL MATAURO - poesia



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LORENZO CALOGERO

VI PREGO DI NON ESSERE SOTTERRATO VIVO

Non incontrai Lorenzo Calogero da vivo per pochi anni.

Solo pochi anni dopo la morte, il 25 marzo 1961, la mia famiglia si trasferì a Melicuccà, dove ho vissuto circa tre anni. Studente di ragioneria, ebbi modo in quel tempo di conoscere e legare con un gruppo di studenti che stavano forsennatamente tentando di tenere viva l’attenzione sul grande poeta melicucchese. Paolo e Pino Martino, Emanuele e FrancescoStivala, Antonio Ligato, Mario Genua, Antonio Bagnato, e altri che purtroppo non ricordo, avevano appena fondato il Circolo Culturale “Lorenzo Calogero” avviando una serie di iniziative per ricordare e tramandare il nome del poeta suicida.

Ricordo una bellissima conferenza di Sharo Gambino, nella Sala Consiliare del Comune di Melicuccà, presenti il Sindaco Alberto Capua, il Sindaco di Palmi Bruno Bagalà, lo scrittore giornalista Domenico Zappone, accompagnato dalla moglie Nanù Rosa Isola, Giuseppe Borgia, lo scultore scillese Carmine Pirrotta.

Si era anche avviata in collaborazione con i melicucchesi emigrati in Australia, una raccolta di fondi per la realizzazione di un monumento, uno stupendo bozzetto di sei lastre in pietra opera appunto di Pirrotta.

In altro documento di queste pagine web si può apprendere della travagliata vita e morte di Calogero. Qui, mi piace ricordare quei tre anni perché, nel bene e nel male mi avvicinarono alla poesia di Zino Calogero, alla sua personalità, rimanendone invischiato al punto che ancora a distanza di cinquant’anni esatti quel vizio di scrivere versi non m’è passato.

Ricordo con nostalgia le lunghe passeggiate pomeridiane che ci portavano fino alle case del borgo di Sant’Anna di Seminara, distante tre chilometri buoni, durante le quali affrontavamo (e risolvevamo) tutti i problemi del mondo, ma soprattutto disquisivamo sulle cose da farsi per concretizzare il nostro impegno in favore di Calogero, sulla sua vita e sulla sua morte.

Sostenevo allora e ancora nessuno mi ha fatto cambiare idea, che quello di Calogero non fu un vero e proprio suicidio. Qualche timida riflessione per esempio sul fatto che negli ultimi tempi il poeta si era avvicinato a Dio:

sempre tendiamo a giungere/solo ad una riva severadove non domina vento e bufera,/gli uomini sognati sian sempre eroi…/

Scriveva di una umanità che è sempre in cammino, e sempre è una idea divina.

Aveva preso ad assumere sedativi in dosi sempre più massicci per placare l’ansia continua, l’insonnia, per allontanare i fantasmi dal suo letto la notte. Una lunga escalation di tranquillanti. Il suo vivere da eremita ha fatto il resto. Avrà perso conoscenza senza la possibilità di essere visto e aiutato da alcuno. Lo trovarono dopo tre giorni già morto.

Dopo il diploma, molti degli amici del direttivo dsel Circolo presero la strada verso il nord: a Roma i Martino, a Pavia, mi pare Antonio Bagnato, a Melicuccà rimanemmo quei pochi che si sarebbero diplomati l’anno dopo. Soprattutto Mario Genua assunse la direzione del Circolo e delle operazioni di completamento del monumento, assistito da me e pochi altri, tutti guidati da Paolo Martino che anche da Roma era prodigo di consigli e raccomandazioni che riempivano pagine di lettere intense che ancora gelosamente conservo.

Ma Lorenzo Calogero non smentì neanche da morto e nella vicenda del Monumento, il suo destino di maledetto.

Carmine Pirrotta dopo aver completato le prime due lastre fu assalito da turbi psichiche per le quali fu ricoverato senza più riprendersi fino alla morte. Fu giocoforza accontentarsi delle due lastre ed erigere con quelle il monumento a memoria imperitura del grande melicucchese.

Ma il lavoro di quei pochi entusiastici ragazzi diplomandi riuscì nell’intento di tenere accesa la fiammella dell’interesse di critica e opinione pubblica sulle migliaia di fogli di carta velina , zeppi di versi, di una poesia che rompeva gli schemi.

Di fatto quei ragazzi accolsero e fecero propria la raccomandazione finale di Calogero contenuta nell’ultimo biglietto trovatogli accanto:
“Vi prego di non essere sotterrato vivo”

Natale Pace

11 febbraio 2016


* E' FINALMENTE FINITA LA STAGIONATURA DEI VERSI DI CALOGERO? - di Giuseppe Antonio Martino 
* ANTONIO PIROMALLI - Saggio su Calabria Sconosciuta 1983

* ALCUNE POESIE DI CALOGERO




ADRIANA MATTORRE

La scheda inserita ieri in questa sezione del sito web mi ha regalato due belle sorprese: mi ha contattato Pino Martino, scatenando serie di emozioni fortissime e ricordi irraccontabili. Al tempo del Circolo Calogero a Melicuccà, Pino, due classi indietro rispetto a me, tre, mi pare, rispetto al cugino Paolo, era il fratellino piccolo di tutti noi. Poi prese il volo e le redini del Circolo per un certo periodo. Lo ritrovo con piacevole sorpresa professore universitario, letterato e critico di valore. Una della prossime schede di questa antologia sarà certamente dedicata a questo grande amico. Pino mi ha fatto scoprire e conoscere una gran bella poetessa che scoprirete in questa scheda. Adriana Mattorre è stata, forse è ancora sua allieva universitaria ed è una ragazza disabile che si esprime solo attraverso un computer, ha un'anima eccelsa e scrive poesie bellissime. Adriana non è calabrese, essendo nata nel 1983 a Roma, lo diventa un poco quando due personalità della cultura calabrese come Paolo e Giuseppe Antonio Martino, di fatto, la adottano culturalmente. Per questo faccio eccezione alla regola e terrò nell'antologia la scheda per qualche mese per farvela conoscere.


* IMMIGRATA NEL MONDO - Saggio di Paolo Martino

* AVVOLTA NEL MIO RESPIRO - scheda e poesie


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GIUSEPPE ANTONIO MARTINO

Ecco la scheda promessa. Non potevo aspettare. Pino Martino mi ha inviato un suo eccezionale lavoro su Lorenzo Calogero, attraverso il quale anch'egli sostiene la mia tesi del non suicidio. Me lo ha inviato quando ha letto nella scheda di Calogero di questa antologia cosa pensavo a proposito. Nel saggio potete leggere che anche altre autorevoli voci la pensano come me e Pino. Questo saggio di Giuseppe Antonio Martino interviene con tanti punti esclamativi e tante notizie importanti utili per capire non solo l'uomo Calogero, ma la poetica di un esponente primario della letteratura calabrese troppo presto liquidato come ermetico e "maledetto".

Bravo Pino!


* BIOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA

* E' MORTO O HA VOLUTO MORIRE? saggio su Lorenzo Calogero



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FRANCO COSTABILE

Consegue la maturità classica a Nicastro e si iscrive in Lettere prima a Messina e poi a Roma dove si laurea con una tesi sulla Paleografia.

Stanco della vita, Franco Costabile si suicida il 14 aprile 1965, aggiungendosi alla schiera dei poeti maledetti di Calabria, non ultimi Lorenzo Calogero e Domenico Zappone, ma emulo anche di quel Cesare Pavese del quale molta parte della sua poesia sembra ripercorrere i sentieri..

A lui, Ungaretti, dedica alcuni versi bellissimi prima stampati in un libretto e poi trascritti come epitaffio sulla sua tomba nel cimitero di Sambiase:

« "Con questo cuore troppo cantastorie"
dicevi ponendo una rosa nel bicchiere
e la rosa s'è spenta poco a poco
come il tuo cuore, si è spenta per cantare
una storia tragica per sempre »

La poesia di Costabile, apparentemente semplice e lineare, penetra invece nelle ossa come scudisciate, riproponendo il dolore di una calabria emigrante, contadina, avara di sviluppo e progresso, dolorosa, madida di sudore, ma dignitosa e rigenerata, consacrata dalla dignità del patimento. Evoca lo spirito che permea i versi di Pavese, ma di quelli non ha gli stilemi prosaici, mentre i versi di Franco Costabile evidenziano alta liricità, ispirazione popolare che dalla terra trae pane e si pasce.

Vi propongo due liriche che sintetizzano di Costabile la vita, la morte, il dolore-amore verso la Calabria. Franco Costabile, invero, è poeta di Calabria della quale ha portato dignitosamente i lutti nei suoi scritti, vivendo e morendo.

*ULTIMA UVA

* LA SILA


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CARMELO MORENA

Carmelo Morena ha vissuto infanzia e giovinezza tra la Pineta Zerbi e la battigia dell’omonimo Lido comunale di Reggio Calabria, poi, come tantissimi giovani del suo tempo, diventò un emigrato per motivi di “sistemazione” e continuò la sua vita in Lombardia facendo il ferroviere. Felicemente sposato, padre e felicemente nostalgico della Calabria, del mare, del cielo, dei monti, dei loro colori che lo hanno costretto a trasformare i ricordi in versi nel dialetto più esplicito che purtroppo i nostri giovani non amano più, non conoscono, lo italianizzano un po’ schifati della nostra bella lingua madre, che esprime calore, amicizia, cordialità, passione, umanità. Colpisce il sottotitolo del libro, una frase che Carmelo Morena ha scritto: VULISSI ESSIRI SULI – VORREI ESSERE SOLE per illuminare il buio di cui soffre la nostra umanità. Morena è dunque un cultore del dialetto e fa parte di un gruppo numeroso di amici sparsi nel mondo che si riuniscono periodicamente per fare poesia dialettale. Durante tali incontri ognuno legge le sue composizioni nel dialetto originale nel principio che da esso si diparte tutta la nostra storia.


*   FIGGHIU MEU NON PARTIRI STANOTTI


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ENOTRIO PUGLIESE


* CHI E'

* DDUI MAMMI



ANTONIO ALTOMONTE

Altomonte arricchisce il variegato mondo letterario palmese. Non è azzardato affermare che dopo Repaci e Cardone, egli rappresenta, in letteratura, la punta di diamante. Ho conosciuto Antonio Altomonte nel 1979 in occasione della commemorazione di Domenico Zappone, organizzata da me per conto del Comune. Scegliemmo per i discorsi celebrativi lui che era stato aiutato e consigliato da Zappone e poi Gilda Trisolini, la brava poetessa di Reggio e Giuseppe Selvaggi. Durante i contatti telefonici precedenti alla commemorazione seppe dei miei scritti e curioso come tutti gli scrittori, ma credo anche per un malcelato senso di gratitudine per quella opportunità di poter parlare di Zappone, volle leggere qualcosa. Gli mandai per posta il mio primo racconto e una prima raccolta di poesie.

"Mi scuso per il ritardo con cui le rispondo. E la ringrazio per le sue poesie e il suo racconto. Le dico subito che le poesie mi hanno favorevolmente impressionato. C'è qua e là qualche caduta, ma il livello è assai buono."

Di Altomonte vi propongo un completo e interessante saggio biografico del mio amico Giuseppe Antonio Martino, pubblicato su Quaderni del Sud - Quaderni Calabresi ago-dic 2009 e le pagine iniziali de L'ADOLESCENZA.


* CHI E' - saggio di Giuseppe Antonio Martino

* L'ADOLESCENZAIl romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1965 con il titolo L'IDEA DEL CORPO. La storia d'amore di due cugini adolescenti è ambientata a Palmi. Non accadrà più negli scritti di Altomonte al punto che lo scrittore ricevette critiche dal mondo culturale calabrese (Crupi) per questo suo totale allontanamento dalle ambientazioni meridionali. Critiche infondate naturalmente chè tutto il lavoro e le testimonianze giornalistiche di Altomonte sono permeate di calabresità. Come dicevo la ripubblicazione del romanzo avvenne in un volume unico (UNA STAGIONE SULL'ALTRA - Rusconi 1981) che raccolse anche il primo romanzo IL FEUDO e il terzo UNA STORIA IN FRANTUMI del 1972. I tre romanzi furono molto modificati, il terzo praticamente riscritto.


SCHEDE PITTORICHE

LA CALABRIA VANTA UNA TRADIZIONE PITTORICA DI RILIEVO NEL PANORAMA NAZIONALE PER CUI CREDO CHE NON SIA FUORI LUOGO OGNI TANTO INSERIRE IN QUESTA RASSEGNA ANTOLOGICA DI LETTERATURA SCHEDE DI NOSTRI PITTORI PER LO PIU' RECENTI E VICINI ALLA NOSTRA REALTA'. SERVE ANCHE PER INGENTILIRE L'ANTOLOGIA CON IMMAGINI E COLORI DI TANTI BRAVI MAESTRI




SCHEDA PITTORICA N.1 -

ANTONIO CERRA

Dico la verità: ho conosciuto il palmese Antonio Cerra e le sue opere grazie a facebook. Me ne sono innamorato immediatamente. Mi piace l'arte in tutte le sue espressioni, anche le più estreme e quindi non mi provoca turbamenti la vista di un bel quadro astratto, una composizione di forme e colori che certamente segue connessioni logiche e sensitive dell'autore, il più delle volte incomprensibili ai più e da spiegare, da scomporre. Io stesso in tempi remoti (diomio quanto remoti, ormai!) mi ci dedicai, pervenendo a una personale di pittura. Ma volete mettere una bella sanguigna che ti fa vedere il sangue scorrere sotto le guance, le rughe ognuna un dolore di quella donna anziana con gli occhi socchiusi. Il realismo di Antonio Cerra, pure studiato a volte, se volete un poco di maniera, laddove per maniera io intendo positivamente il rispetto di certi canoni classici, provoca pensieri, ricordi, evanescenze del cuore che avevi dimenticato. Entri in un mondo che non è di altri se non di Cerra, ma in quel mondo, dentro quelle forme e quei colori non ti senti ospite: ne sei parte. Vi propongo una breve biografia di Antonio Cerra, una piccola recensione di qualcuno certamente più preparato di me a parlare di pittura e alcune opere indicative. Ad Antonio dico: bravo e grazie per i tuoi bellissimi lavori!


* CHI E'

* ANTONIO CERRA pittore e grafico di Gabriella Incerpi

* ALCUNE OPERE




ERMELINDA OLIVA

*   CHI E' di Natale Pace con appendice antologica di poesie

* LA POESIA DI ERMELINDA OLIVA - conversazione di Gilda Trisolini in occasione del Premio Fidapa, vinto dalla Oliva a Firenze e consegnato nel Municipio di Palmi il 5 giugno 1972



MARIA DE MARIA

CHI E' di Natale Pace

*  LE BOTTIGLIE

'U TRENU FUI





SCHEDA PITTORICA N.2

DOMENICO ANTONIO TRIPODI

"l'aspromontano"

Sempre Pino Martino mi ha segnalato questa bravo e importante pittore che vive e opera a Roma, ma è calabresissimo al punto che è conosciuto negli ambienti artistici nazionali e internazionali come "l'aspromontano. Me lo ha suggerito a modo suo, inviandomi una presentazione di sua mano molto completa che, come al solito, espone ai suoi raggi ics non soltanto l'artista, ma anche e soprattutto la persona. Tripodi appartiene a una numerosa famiglia di artisti, di cui è capostipite il padre Carmelo, autore di opere d'arte che ancora adornano le chiese della Piana (per la chiesa del Soccorso di Palmi nel 1932 un bellissimo "Cristo che cammina sulle acque" e un altare laterale consacrato a Santa Rita da Cascia, con statua lignea e pala d'altare denominata "i miracoli di Santa Rita". Lo ospito con piacere nel mio blog proponendovi la presentazione di Pino Martino e la solita pagina word con alcune significative opere.


* DOMENICO ANTONIO TRIPODI, L'ASPROMONTANTO - di Giuseppe Antonio Martino

* OPERE



ETTORE ALVARO

Aggiungiamo altre pagine alla nostra Antologia della letteratura calabrese di sempre, attingendo alla collaborazione di Giuseppe Antonio Martino. Il suo ritratto di Ettore Alvaro disegna un poeta dialettale schivo,, che ha sofferto la vita e dalla sofferenza, come spesso accade, è nato poeta.

ETTORE ALVARO POETA VERNACOLARE - di Giuseppe Antonio Martino