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"COL TRENINO A CARBONE DELLA CALABRO LUCANE"

PERCHE'?

Ho scritto i primi versi oltre mezzo secolo addietro. Introverso e perennemente rattristato, affidavo alle letture e alle pagine bianche il bisogno di comunicare in qualche modo sentimenti e sensazioni che altrimenti avrebbero potuto covare dentro deflagrando in crisi esistenziali di indubbia pericolosità. Era il tempo che delle prime compulsioni amorose che nella testa e nel cuore di un sedicenne assumono caratteri di eccezionale cosmicità. Il pensiero di non riuscire a vivere (sopravvivere) senza il mio Amore, perseguitava le giornate dentro casa a divorare libri. Ma era anche il tempo dell'accostamento alla tragica esistenza e fine di Lorenzo Calogero. Trasferita la famiglia a Melicuccà, nei quotidiani spostamenti degli studenti verso le scuole palmesi col trenino a carbone delle Ferrovie delle Calabro Lucane, vennero gli incontri con il gruppo del Circolo Culturale intitolato a Calogero. Paolo e Pino Martino, Bagnato, Stivala e altri che non ricordo avevano già avviato la raccolta di fondi per erigere il monumento, aiutati dai parenti emigrati in Australia. Avevano anche pubblicato un numero unico con in copertina la famosa foto di Calogero a Milano. Cominciarono lunghe discussioni di letteratura e filosofia che dal trenino poi si spostavano nella sede del Circolo sul corso principale o, anche nelle pomeridiane, lunghissime passeggiate che da Melicuccà ci portavano fino alla frazione S.Anna di Seminara e ritorno.

Dalla conoscenza di Calogero e degli amici melicucchesi in poi, scoppiò la mia voglia di scrivere che non mi ha più lasciato.

Nei successivi più di cinquant'anni, nei momenti peggiori, nei periodi di maggiore crisi, rifugiarmi nel benefico nido dello scrivere, sia esso poesia o racconto o relazione sindacale, è servito a impedire quella deflagrazione del cuore che può uccidere un uomo.

Questa cinquantennale attività e ciò che intorno ad essa in questi anni accadde, rappresentano i contenuti del sito web.

Natale Pace